Fraternità Amici di Gesù Buon Pastore

Oggi 27 ottobre 2016 su La Croce Quotidiano, racconto l’incredibile storia di Fra DomeNiko Greco.

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Un artista a tutto tondo: dipinge, suona, compone, balla. Molti altri religiosi hanno simili talenti, anche parecchio spiccati, e la storia di ognuno di loro è degna di nota. Proprio per questo raccogliamo oggi il racconto di questa sua, che sembra una specie di romanzo, tanto è rocambolesca.

Frà Domenico, gli amici lo chiamano Niko, non è semplicemente un frate, é anche un artista a tutto campo, dipinge, suona, compone canzoni. Facoltà artistiche che sicuramente, hanno molti altri religiosi, ma quello che più colpisce di Frà Domenico è la storia vocazionale che ha vissuto. La sua scelta di consacrarsi a Dio è stata un alternarsi di slanci, di dubbi, di ripensamenti e poi dopo alcuni pellegrinaggi a Medjugorje, la Gospa ci ha messo lo “zampino”, per indicargli la giusta strada da seguire.

- Frà Domenico, o Niko se preferisci, la tua storia è una specie di romanzo. Quando per la prima volta me la hai raccontata, mi sembrava di essere all’interno di un film, riuscivi, con la tua narrazione, a coinvolgermi completamente. Racconta qualcosa di te.

Mi chiamo Domenico Greco, ho 41 anni, sono nativo di Marzi, un paesino in provincia di Cosenza. Dal 2009 faccio parte della Fraternità “Amici di Gesù Buon Pastore”, una nuova realtà francescana di vita consacrata. Da sempre sono stato un cattolico impegnato, o almeno ho sempre fatto parte di realtà parrocchiali. Nell’adolescenza però, avevo le mie idee abbastanza “anticlericali”; era solita scusa “Cristo si ma la Chiesa no”, criticavo sulla base dei soliti luoghi comuni, la “Chiesa fatta di uomini” senza disconoscere il fondamento di Cristo.

- Una storia comune a molti ragazzi di quella età, il rifiuto della Chiesa, il voler modellare una Fede secondo i propri desideri e gusti. Mi hai raccontato che tutto ha avuto inizio con un fatto specifico, che ha profondamente cambiato il tuo pensiero. Potrei quasi dire, che sei stato un precursore della devozione alla Divina Misericordia, almeno nella tua parrocchia.

Beh è esagerato ! Comunque lungo il mio cammino di crescita, ho avuto un periodo di profonda crisi, che ha coinciso con l’arrivo, apparentemente fortuito, di alcuni libri per posta. Erano delle pubblicazioni di un sacerdote e venivano spedite ad indirizzi casuali. Fra quei libri di evangelizzazione e formazione, fatta in maniera semplice, rimasi colpito dal volto di un Gesù, che era in bellavista su una copertina di un libro. Scoprii che si trattava del Gesù Misericordioso, era il 1992 e non ne avevo mai sentito parlare prima. Lessi con molto interesse ciò che riguardava quell’immagine e i suoi occhi diventarono per me una penetrante calamita. Il messaggio di “quel Gesù” ad una suora Polacca mi entrò nel cuore e cominciò a diventare incontenibile. Così parlai al mio parroco e insistetti perché si facesse conoscere quel messaggio. Ma lui mi rispose che la Chiesa non s’era pronunciata, che non esistendo alcuna “Festa della Divina Misericordia” ufficialmente riconosciuta, il culto non si poteva diffondere. Avevo poco meno di venti anni quindi, ti lascio immaginare, la mia tenacia e la forza con cui portavo avanti le mie convinzioni. Insistetti tanto con il parroco perché parlasse della Divina Misericordia, nella domenica in Albis di quell’anno. Lui rifiutò, cosi non esitai a dipingere, durante una notte un gran Gesù Misericordioso, su un pannello alto due metri, facendoglielo trovare la mattina dopo, esposto ben in vista in chiesa.
- Testardo e burlone verso il tuo parroco, ma per un fine sicuramente buono. Se tu eri testardo, il tuo parroco non era da meno, mi hai raccontato che questa specie di “Guerra Santa per il culto della Divina Misericordia” non si concluse con la tua opera pittorica, ma prosegui per un lungo periodo, fino al riconoscimento di quella festa da parte di Papa Giovanni Paolo II.

Si è esatto. Amo dipingere i soggetti sacri, cerco di trasmettere sia la divinità, che l’umanità che emerge da un tale soggetto. La “Guerra” con il parroco, come l’hai definita, continuò per un bel po’ di tempo. Poi cercai di realizzare un “giardino della Misericordia” in una zona della parrocchia, sperando che potesse diventare un luogo di preghiera per tutti. Ma non era il momento. Solo molto dopo, il mio parroco capì l’importanza di quella “ispirazione”, quando Giovanni Paolo II fece conoscere al mondo la devozione della Divina Misericordia. Nel frattempo il Signore cominciò a farsi sentire, in modo sempre più forte ed evidente. Mi chiamava a lasciare tutto. Lo scoprii quando, nel mio paese, si stava svolgendo una missione popolare dei Padri passionisti. Dopo un periodo di frequentazione decisi di iniziare il postulantato. Proseguii per quasi due anni ma l’esperienza non era delle migliori e decisi di tornare a casa.

- Un’esperienza che sicuramente ti è stata molto utile, ti ha maturato, ha fatto accrescere la tua Fede. Se non ricordo male, è stato proprio in quel periodo, che hai iniziato a suonare la chitarra e a cantare. L’attività musicale, mi hai detto, per te non è semplicemente un hobby, ma una vera missione di evangelizzazione.

Quei due anni mi hanno fatto crescere e soprattutto, mi hanno dato la possibilità di cominciare a “strimpellare” con la chitarra. Poi venni a conoscenza dell’esistenza di una comunità carismatica Cattolica, la “Comunità Gesù Risorto”. Conoscevo quella comunità attraverso i loro canti, perché li avevo ascoltati a Radio Maria. Tornato in famiglia ripresi a frequentare la parrocchia, ma non pensavo più ad una mia scelta vocazionale. Dentro di me continuava a farsi strada il Signore in un modo delicato. Avevo saputo della presenza a Cosenza di una “comunità Gesù Risorto” cominciai a frequentarla. Proprio con questa comunità il Signore mi fece comprendere quanto dovevo abbandonarmi al Suo Spirito. E cominciai a comporre canti, ispirati alla Parola di Dio e venni scelto a far parte dei loro CD come cantautore dopo aver presentato un mio canto, “L’ultima Cena”. Il Signore cominciava a far meraviglie inimmaginabili. Anni prima, assistendo ad un concerto del “Gen rosso” avevo chiesto a Dio “Anch’io vorrei fare questo per Te” solo che allora neanche avevo mai composto canti, ma nel cuore divenne un desiderio forte. Da premettere che qualche anno prima, mentre ero fidanzato ma sempre con il cuore inquieto, pregò per me una coppia di carismatici e senza assolutamente conoscermi mi dissero che mi vedevano vestito da frate mentre cantavo davanti a tanta gente che sentiva nelle mie canzoni l’”amore del Padre”. Non dimenticherò mai quelle parole. In alcune occasioni delle persone, ascoltando canti come “Guariscimi Abbà” o “L’ultima Cena”, alcune mie composizioni, mi hanno confermato si sentire su di loro proprio “l’Amore di Dio Padre”. Ricordo ancora come fosse oggi, la prima volta che composi un canto, ero seduto sul letto della mia camera con tante scartoffie intorno e imbracciando la chitarra, sentii nel cuore che questo dono sarebbe durato per sempre.

- La tua vita era quella di un comune ragazzo della tua età, fatta di hobby come il disegno, la musica e di impegno in parrocchia. Poi arriva anche l’amore … una ragazza entra nella tua vita.

Mi innamorai di una ragazza e siamo stati insieme per 3 anni. Durante il nostro rapporto, compresi sempre più che l’amore per Gesù e il dedicarmi a Lui aveva un posto fondamentale nella mia vita. Si faceva sempre più necessario dare l’esclusività nel rapporto con Lui. Iniziai, insieme ad una coppia di amici, un’attività commerciale di artigianato sacro. Il negozio aveva il nome evocativo di “MIR-Ceramiche”, MIR significa pace in croato, ed è il costante appello della Vergine di Medjugorje, che con il suo “MIR,MIR,MIR”, implora la pace tra gli uomini. Negli anni precedenti infatti avevo conosciuto Medjugorje e la pace che dona ai cuori. Ormai non passava anno senza che io andassi li in pellegrinaggio, insieme alla mia parrocchia. Nel frattempo mi resi conto che non potevo continuare a vivere nell’incertezza affettiva ed io e la mia ragazza decidemmo di lasciarci. Mi rimisi in discussione perché sentivo che il Signore continua a scommettere su di me, nonostante mi sentissi insicuro e incapace. L’età avanzava e con essa le paure per un eventuale cambiamento di vita. Però il richiamo di Dio diventava quasi logorante. Non riuscivo a capire cosa dovevo fare e quale fosse il mio posto, la mia chiamata specifica. Così nel 2008 dissi a Dio: “Io non ce la faccio più. Ti do un anno di tempo: se entro quest’anno non capisco cosa vuoi da me e quale sia il mio posto, allora non mi chiederò più nulla sulla vocazione al sacerdozio. Se invece ti rivelerai, allora ti prometto che seguirò ogni passo, ogni singola ispirazione che sia evidentemente Tua”. In tutto questo tempo naturalmente avevo una guida spirituale, strumento imprescindibile per poter fare i passi giusti lungo la strada che ti propone Dio.

- In quello stesso periodo ti lanciasti nell’avventura di Internet, creando una comunità virtuale “My-space”. Cercavi di evangelizzare anche con quello strumento ?

E’ Vero, in quel periodo aprii una comunità virtuale con un taglio prettamente religioso e mi circondai di amici che avevano solo interessi intorno a Dio. Una volta una donna di Messina mi fece notare che da alcune foto postate sul mio “spaces”, si capiva che eravamo stati a Medjugorje nello stesso periodo. Anche io, da molte sue foto pubblicate, riconoscevo delle persone incontrate a Medjugorje, in diversi pellegrinaggi, di differenti anni. Era incredibile! Fra le tante persone che riconoscevo in quelle foto, mi rimase impresso nella mente, in maniera particolare, un sacerdote. Durante quell’anno chiesi a Dio ripetutamente e con forza di rivelarsi, perché mi rendevo conto di essere ancora chiamato da Lui. Dio continuava a volermi fortemente, che le mie resistenze e le mie paure rischiavano di farmi perdere la grazia di questa chiamata. Un giorno un amico mi segnalò una tv che trasmetteva in streaming la coroncina alla Divina Misericordia. Nel collegarmi notai la scritta che scorreva in basso:“Villaggio della Divina Misericordia”. Fu un colpo al cuore, quando vidi che il sacerdote che guidava la preghiera era proprio quello della foto fatta a Medjugorje e che mi era rimasto impresso nella mente. Era Padre Maurizio Vaccaro, parroco della Diocesi di Messina.

- Da quel momento la tua storia cambiò corso. Mi hai detto che proprio Padre Maurizio ti introdusse nella fraternità “Amici di Gesù Buon Pastore” e iniziò così il tuo percorso da consacrato. Debbo ammettere che Dio ha veramente una grande fantasia! Ti voleva come consacrato e ti aveva inciso nella mente un sacerdote incontrato a Medjugorje … che diventerà, poi, il tuo superiore! E’ un’incredibile Dio-incidenza! Continua il racconto.

In realtà anche uno dei simboli che contraddistingue la nostra fraternità, ossia la croce che portiamo al collo, il Signore me l’aveva mostrata impressa nella mente anni prima ... ma preferisco non raccontare come e quando perché è uno dei “segreti del Re”, come li chiamava S. Teresina, che riguardano me e Dio. Il sacerdote che guidava le preghiere e che avevo solamente visto a Medjugorje, era colui che cambiò profondamente la mia vita. Lo contattai subito, perché in quel fatto vidi un chiaro segno di Dio. Padre Maurizio mi illustrò il progetto della Fraternità “Amici di Gesù Buon Pastore”. Un progetto con la benedizione e l’autorizzazione del suo Vescovo. Parlammo moltissimo e ci rendemmo conto che tante cose, il Signore sembrava averle ispirate ad entrambi. Decisi di andare a vivere quell’esperienza. Lui era parroco di un paese in provincia di Messina e la Fraternità era solo un “germe”. C’era un altro ragazzo che s’accingeva a iniziare questo cammino, ed era con lui da meno di un mese. Arrivai in fraternità carico di aspettative, sia sull’esperienza che andavo a fare, sia sulla “casa”. Tutto si rivelo diverso! Il Signore mi fece capire, con una chiarezza impressionante, che non si basava su alcuna aspettativa umana, che dovevo restare in quel posto. Così dopo un’altra esperienza di 15 giorni decisi di lasciare il lavoro e di iniziare quella nuova avventura. Con Padre Maurizio Vaccaro, il fondatore condivisi i primi e più importanti passi della nascita della Comunità, tanto che vengo considerato come cofondatore di questa meravigliosa opera.

- Puoi descriverci il carisma di questa nuova Fraternità, cosa si prefigge di fare, verso chi si rivolge, come desidera svolgere la sua opera di evangelizzazione?

La Fraternità ha come carisma fondamentale, la guarigione dei cuori e la consolazione. Il tutto si concretizza attraverso le opere di Misericordia. E’ una fraternità mista, fatta di frati e di suore, la prima suora a voler condividere con noi questa esperienza è stata proprio mia sorella Marilù. Oggi siamo in sei, quattro frati, una suora più una postulante. Viviamo in abbandono alla Provvidenza e accogliamo chi desidera vivere con noi giorni di pace, di ristoro, o di accompagnamento spirituale. Facciamo evangelizzazione dove ci chiamano, soprattutto mettendo in evidenza l’Adorazione Eucaristica e la preghiera di Lode. Il carisma della fraternità, che ha i tre voti canonici di povertà, castità e obbedienza e un quarto voto di misericordia, è principalmente quello di donare consolazione e intercedere per chiedere a Dio il dono della guarigione dei cuori, dalle solitudini, dalle depressioni, dalle ferite della vita. Povertà che, sempre di più, attanagliano il cuore dell’uomo. Queste povertà sono le peggiori e come diceva Madre Teresa di Calcutta “la gente non è affamata di pane ma di amore”. Oggi il Signore ci ha ulteriormente confermato facendo si che padre Maurizio venisse nominato esorcista “ad acta” (per determinati casi specifici) e noi della fraternità lo sosteniamo con la preghiera di liberazione e l’assistiamo negli esorcismi. Un’esperienza, paradossalmente, bellissima perché da la possibilità di sostenere davvero i più poveri fra i poveri: coloro che si ritrovano ad essere privati, nei loro momenti di possessione, persino della loro volontà. È una esperienza particolare perché ci da la possibilità di vedere quanto il male sia operante e pericoloso e possiamo sperimentare con gli occhi quanto Dio sia Onnipotente e Misericordioso.

- Fate una grande opera di evangelizzazione e te contribuisci anche con le tue canzoni, che scrivi e canti. Il vostro CD comincia ad essere conosciuto, nel mondo di internet e di YouTube. Raccontaci qualcosa di più.

Ho sempre avuto un rapporto con Dio molto passionale ma razionale. Gli ho sempre chiesto ragione di tutto e mi piace sapere che non gli dà fastidio che io sia tanto petulante nelle mie domande e richieste. Mi fido di Lui e so che davvero Egli dona largamente a chi chiede … ma dobbiamo saper spenderci per Lui. Secondo me, i doni che Dio ci dona, non sono mai per noi stessi o comunque non possono rimanere sotterrati nelle quattro mura di casa. Devono portare frutti … ma bisogna chiedere a Lui come vuole che li facciamo fruttificare. È questo lo spirito con cui compongo, canto o dipingo. Il carisma del canto per me non è tanto un talento in sé, quanto qualcosa da restituire a Lui tramite gli altri. So bene che ciò che i canti trasmettono non è frutto di una mia bravura o capacità. Dio è Colui che dona ed è anche Colui che decide quali frutti questi doni deve portare e a chi. Come diceva S. Paolo: “a piantare posso anche essere io ma a far crescere è Lui” Anzi alla fine ti rendi conto che fa tutto Lui: piantare, annaffiare, irrigare e far crescere. In questo spirito un anno fa, dopo i tanti canti realizzati con la Comunità Gesù Risorto, ho deciso di realizzare insieme alla mia fraternità un CD tutto mio e inedito. Un CD nato con la collaborazione di mia sorella, che canta con me, e altre persone vicine alla fraternità. Il CD s’intitola “Come profumo d’incenso” perché nasce come promessa a mio padre, che è venuto a mancare 3 anni fa, e che (mi prenderete per matto … ma è così) spesso ha fatto sentire la sua presenza accanto alla mia famiglia con il suo profumo … di colonia (lo so: Dio è davvero strano a volte). Così, sapendo quanto piacessero anche a lui le mie canzoni ho deciso di realizzare finalmente questo progetto. È un CD tutto nostro: parole, musica, grafica, con gli arrangiamenti di Luigi Montagna. Nel presentare il CD chiesi a Dio di ungere i canti e farli diventare un modo per far passare Lui a tanti giovani e non solo. E dalle tante e-mail che ricevo molti mi confermano che i canti, pur essendo in uno stile moderno, sono perfettamente in linea con lo spirito profondo e sacro dei testi ed hanno una spiritualità che tocca l’anima. E di questo non posso che rendere lode a Dio perché decide di toccare i cuori attraverso uno strumento tanto piccolo. Il CD contiene canti sullo Spirito Santo, canti di liberazione, sponsali e di meditazione. Ma anche canti particolarmente ritmati e d’impatto.

- La tua storia è molto bella, ci mostra come il Signore sia sempre molto fantasioso. Prende per mano le persone, che desiderano ascoltarLo e le conduce, con dolcezza ma con fermezza, sulla via che gli ha spianato. In moltissime di queste storie c’e sempre lo “zampino” della Gospa, anche Lei ti chiama e se le rispondi non ti lascia mai più. Vuoi dire un’ultima cosa a coloro che ci leggono?

Un abbraccio in Cristo Gesù e saluto come amiamo salutare noi della fraternità: Pace e Gioia!

- Pace e Gioia, a te Frà Domenico! Puoi lasciare il recapito dove le persone che vogliono, possono acquistare il CD, oppure chiedere di essere ospitate nella vostra Fraternità?

Si può scrivere a questa e-mai: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o scrivere al mio profilo FB “Fra Domeniko Greco”.

Roberto Lauri