Fraternità Amici di Gesù Buon Pastore

 

 

GESU’ MISERICORDIA DEL PADRE

Cosa ci dice la Misericordia? Essa è definita come il più grande attributo di Dio. Se pensiamo a Dio dovremmo aspettarci che il più grande attributo sia la POTENZA, l’ONNISCENZA… invece è la MISERICORDIA. Dio stesso, nel sancire l’alleanza con il popolo, dopo averlo fatto uscire dall’Egitto e dopo che si sono fatti un vitello d’oro, si proclama: “ Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà che conserva il suo amore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione.” (Es 34,6-7)

La PUNIZIONE è un atto che provoca sofferenza inteso a correggere una persona o a farle espiare il male commesso. Il CASTIGO è un atto che rende casti, che purifica.

Si capisce allora che il Signore, con questa affermazione ci sta dicendo che ci ritiene come SUOI FIGLI! La Misericordia ha per oggetto esclusivamente l’uomo e tende a ristabilirne la DIGNITA’ DI FIGLIO DI DIO. 

Siamo Figli di Dio

Dio ha generato il popolo d’Israele dal grembo sterile di Sara, una donna ormai avanti negli anni. Essa era stata sterile e biologicamente, per l’età, non poteva avere più figli. Da lei e da Abramo, a cui il Signore si manifesta chiedendogli di avere fede, nasce una discendenza che sarebbe diventata più numerosa delle stelle del cielo perché anche noi siamo figli della fede di Abramo. E Dio ha trattato il suo popolo come sua eredità. Ha trattato ogni singolo uomo come un figlio                                    prediletto. Molte volte il popolo si è allontanato da Lui preferendo imitare il comportamento degli altri popoli, popoli a cui Dio non si era rivelato. Dio diede delle leggi ad Israele attraverso le quali sarebbe potuto vivere nella pace e avrebbe avuto la presenza di Dio in mezzo a Lui, ma il popolo si è sistematicamente allontanato da Dio. Ogni volta che Dio lo ha lasciato fare ciò che ha voluto il popolo si è ridotto in un miserevole stato di miseria umana e morale. Pentito si è rivolto a Dio, ha gridato e Dio, come un padre buono, ha ascoltato il suo grido ed è andato in contro ai suoi figli per salvarli.

Che noi siamo Figli di Dio perché Dio ci ha eletto ad esserlo e ci considera tali ne è prova proprio la sua Misericordia che è paragonata all’amore forte e fedele di un padre e viscerale di una madre (Is 49,15) 

Conoscere Dio attraverso la Sacra Scrittura

Gesù è la misericordia del Padre, quella che si era già manifestata abbondantemente nella storia del Popolo di Israele. Dio si prende pena della miseria del Popolo, ascolta la sua voce e và in suo soccorso per liberarlo. Se leggiamo la storia del Popolo d’Israele vediamo come ci sia una grande incapacità, da parte dell’uomo di restare fedele all’alleanza con Dio. Uscito dall’Egitto è Dio stesso che governa il popolo attraverso i profeti e i giudici. Ma il richiamo al peccato e all’idolatria, al “come fanno tutti i popoli vicini” è forte . Il popolo arriva a rigettare Dio e a chiedere un re che governi su di Lui. Il Signore li accontenta e perché sia un re giusto sceglie Saul e gli dona il suo Spirito. Saul non vive la relazione con Dio, ragiona come i pagani e lo Spirito si ritira da lui. Dio lo rigetta e suscita un altro re, il re Davide, che si lascerà invece guidare dallo Spirito Santo. Anche lui peccherà, ma nonostante le mille difficoltà tenderà a vivere la fedeltà a Dio. La misericordia di Dio si dispiega nei secoli e in Gesù Cristo si rivela pienamente.

Dio interviene quando i suo figli lo invocano trovandosi in differenti situazioni: Davide (peccato), Ester (soccorso), Giobbe (guarigione). La misericordia interviene in tutti questi casi. Tutti sono importanti. Dio si prende cura di tutte le necessità dell’uomo, ma dobbiamo capire che fondamentale per l’uomo non è la guarigione del corpo ma la salvezza dell’anima! Quando ci si chiede perché il Signore non guarisca tutti, perché sembra fare delle particolarità io penso che è perché la guarigione non è la cosa essenziale, lo è invece la salvezza dell’anima. Se vivessimo nel su amore, se mettessimo in atto i suoi comandamenti e permettessimo quindi allo Spirito Santo di vivere in mezzo a noi, di guidarci, se vivessimo da salvati allora si che ci sarebbero tante guarigioni. Ne è prova l’azione di Dio attraverso molti santi che hanno operato innumerevoli miracoli.

La misericordia parte dall’ascolto e dalla vista. La prima nostra certezza è che Dio mi vede e mi ascolta sempre. Lui ha cura della mia vita, si dà pensiero di me, mi indica la via da percorrere.

 

Gesù rivela la misericordia del Padre

Giovanni si interroga se Gesù sia il messia. Manda due suoi discepoli a chiedergli: “Sei tu colui che viene o dobbiamo aspettare un altro?". In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: "Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono sanati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella. E beato è chiunque non sarà scandalizzato di me!".(Lc 7,20-23)

Gesù si rivolge soprattutto ai poveri e ai peccatori!

 

Questi i segni, ma non dobbiamo dimenticare che la missione di Gesù non è quella di guaritore… ma di salvatore… il suo stesso nome significa “Yhwh salva” come svelerà l’angelo del Signore a Giuseppe quando gli dice: “Il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati.” (Mt 1,20-21)

Si capisce allora che anche la Misericordia che da Gesù viene espressa ha per finalità la salvezza dell’uomo. Gesù non agisce “per” manifestare la misericordia del Padre, Egli “è” la misericordia del Padre e agisce coerentemente con ciò che è. Noi spesso assumiamo dei comportamenti per essere di esempio per agli altri… a volte facciamo sforzi… chi predica ciò che è non fa alcuno sforzo. Il suo agire diventa esempio per l’altro senza che voglia esserlo. Gesù insegna principalmente col suo agire, poi con le parole.

 

Durante l’ultima cena si svolge un dialogo tra Gesù ed un suo discepolo.

Gli disse Filippo: "Signore, mostraci il Padre e ci basta". Gli rispose Gesù: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.” (Gv 14,8-11)

Gesù ci rivela il volto misericordioso del Padre attraverso ogni suo gesto. Poco più avanti dirà ai discepoli:

Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.” (Gv 15,7-11)

Gesù ci fa capire che siamo chiamati ad una unione profonda con Lui e con tutta la Trinità grazie all’azione dello Spirito Santo che dobbiamo accogliere. Tutto ciò che Lui ha fatto duemila anni fa è stato per opera dello Spirito Santo che agiva in lui. La misericordia di Gesù è stata effluvio dello Spirito Santo che guidava tutto il suo agire. Non si può vivere la misericordia se lo Spirito Santo non è libero di agire anche in noi.

Siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio per partecipare dell’amore trinitario, per essere in comunione con Dio. 

Gesù Misericordia oggi per me!

Vogliamo chiederci: come Gesù è misericordia oggi per me? La relazione che oggi possiamo avere con Gesù, il contatto diretto con lui passa attraverso i sacramenti. Lì incontriamo realmente Gesù, in corpo, spirito e divinità.

L’azione principale di Gesù è diretta a contrastare il peccato, a purificarci da esso, ad ottenere la nostra conversione. Le guarigioni sono funzionali a questo. “Quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita?” (Mc 8,36). A che serve accumulare tesori, avere la salute se poi viviamo una vita dissoluta, odiamo il prossimo, facciamo del male gratuito, siamo fonte di sofferenza per i fratelli?

Molto del male che c’è sulla terra è dovuto all’ingiustizia sociale. Situazioni di degrado in cui tanti nostri fratelli e sorelle sono abbandonati generano ribellioni, rabbia, violenza. Tanta violenza subita nell’infanzia o nell’adolescenza si evolvono poi in situazioni estreme. Chi non è stato amato, curato, rassicurato cova odio nel suo cuore e fa del male agli altri. Siamo come un corpo. Le situazioni di peccato generano delle cancrene che poi fanno male a tutto il corpo e si ripercuotono anche nelle parti sane. Siamo tutti uniti, tutti collegati. L’indifferenza verso la sofferenza dei fratelli in un modo o in un altro, prima o poi, mi si ritorce contro.

 

Essere misericordia per i fratelli

Cosa ci aspettiamo da Gesù ora? Come si manifesta oggi, per la mia vita, la presenza di Gesù? Come può lui ora manifestarmi la misericordia del Padre? Posso analizzare dettagliatamente attraverso i vangeli, ciò che Gesù ha operato da uomo duemila anni fa… c’è stato chi lo ha incontrato, chi ha incrociato il suo sguardo, lo ha toccato, ne è rimasto risanato. Ed io? Come posso incontrarlo oggi? Come posso sperimentare la sua misericordia?

Perché Cristo mi manifesti il volto di Dio la sua misericordia è necessario che io lo VEDA, che lo incontri nella mia vita. Come lo incontro? Nell’eucaristia, nel sacramento della riconciliazione,  nel battesimo, nella presenza in me dello Spirito Santo.

Posso incontrare Gesù attraverso qualcuno che vive in comunione con Lui e ne compie le opere, che lo riveli. Per conoscere la misericordia di Dio è indispensabile accostarsi alla Parola. Ester, Anania, Azaria e Misaele, Giuditta si affidarono al Signore perché conoscevano le sue grandi imprese, la sua fedeltà al popolo che aveva eletto, che aveva “creato”.

Se vogliamo comprendere la misericordia di Dio dobbiamo passare da Gesù: “Mostraci il Padre e ci basta”. “Da tanto tempo sono con voi e tu ancora non mi ha i riconosciuto?” (Gv 14,8-9)

Come posso vedere Gesù oggi? I miracoli sono dei segni della misericordia di Dio ma non la esauriscono. Quando Dio dice “L’uomo non vive soltanto di pane ma l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore” (Dt 8,3) ci rivela che il primo grande atto di misericordia di Dio è proprio quello di averci donato la sua parola… averci donato il Verbo. Dio ci dice cosa è bene e cosa è male, e Gesù viene a portare a compimento la sua Parola facendoci capire che l’amore è al centro di ogni cosa. “Amatevi come io vi ho amato”. Gesù con la sua vita ci fa capire cosa sia amare… è lasciare agire in noi lo Spirito Santo che ha guidato Lui, che in Lui ha compiuto anche miracoli: “In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre.” (Gv 14,12), e ci sono santi che hanno fatto cose più grandi di lui nel suo nome.

La misericordia è l’attributo che più di ogni altro designa la divinità. L’uomo, per sua natura, è portato alla giustizia: “Hai sbagliato, devi pagare”, ma non alla misericordia che dice: “Hai sbagliato? Pago io per te!”. Laddove viene fatto un danno e c’è bisogno di riparazione, è Dio che ripara per noi. Noi siamo fatti per il cielo, possiamo invaginare che ci sia un telo sotto i nostri piedi che ci separa dall’inferno. Ogni volta che pecchiamo è come se producessimo degli squarci in questo telo. Più il peccato è grave e più lo squarcio è profondo. In questo modo apriamo dei varchi attraverso cui i demoni possono passare e interferire maggiormente nella nostra vita. A loro interessa farci precipitare giù. Ogni volta che ci pentiamo e chiediamo perdono e ripariamo al danno fatto il Signore ricuce questi strappi, ci ridona la sua grazia. Noi non siamo in grado di ricucire gli strappi… lui si, con il suo amore, con la sua misericordia. Le forze del male sono tenute a bada. Sulla terra coabitiamo con i dèmoni. Nella Bibbia è scritto che Dio li precipitò sulla Terra. La nostra è una battaglia costante contro le forze del male che vogliono allontanarci dalla comunione con Dio.

Non dobbiamo ignorare il fatto che Dio vuole avere una parte attiva con noi, essere in comunione con noi costantemente: “Rimanete in me ed io in voi” così come lui è rimasto nel Padre. A questo siamo chiamati.

Gesù ci rivela l’agire del Padre attraverso la sua persona, i suoi gesti, il suo cuore, le sue parole. Cristo, come redentore del mondo rivela pienamente l’uomo all’uomo stesso portandoci ad un più pieno rapporto con il Padre e il suo amore.

Ne è testimonianza la presenza di Gesù nell’eucaristia. Pensiamo all’ultima cena. Gli apostoli fecero la comunione, accolsero Gesù dentro di loro, si sono cibati di lui. E da lì a poco non lo avrebbero più visto. Tutto ciò che gli Apostoli hanno fatto ed è stato raccontato negli atti degli Apostoli da San Luca è avvenuto dopo la sua morte. I discepoli hanno vissuto solo tre anni della loro vita con Gesù, poi si sono ritrovati esattamente nella nostra stessa condizione. Anche loro hanno dovuto fare memoria dei sui insegnamenti, dei suoi gesti e hanno accolto in sé il dono dello Spirito Santo.

Si rende necessario rendere testimonianza alla misericordia di Dio, noi che siamo il CORPO DI CRISTO. 

Giustizia e Misericordia

Nell’agire di Gesù ci rendiamo conto che lui pone la misericordia prima della giustizia. Dice che non è venuto a condannare ma a salvare… eppure poteva tranquillamente condannare. Mette in atto il comandamento dell’amore: “Amatevi gli uni gli altri” pensando alla salvezza di ogni uomo. La tipologia di guarigioni operate da Gesù hanno un profondo risvolto spirituale: i ciechi, i sordi, i muti, i paralitici, i lebbrosi, i morti. Si esprime tutta la condizione spirituale di chi è lontano da Dio. Chi non vede e non sente non può amare, non può avere compassione del fratello perché non si rende conto della sua condizione. Chi è muto non può proclamare la Parola di Dio. Chi è paralitico non può seguire Gesù, chi è lebbroso con il suo peccato contagia i fratelli e li trascina alla morte, chi è morto non ha più la vita in sé… Gesù è venuto a cambiare tutto questo e a dirci: “Rimanete in me come io rimango nel Padre.” La nostra condizione è identica a quella dei discepoli dopo la sua morte. Egli è con noi come lo è stato con loro. Può cambiare la percezione, ma non cambia lo stato delle cose. Se sono in una stanza e c’è un mio amico oltre la porta può cambiare il fatto che lo veda (se la porta è aperta) o non lo veda, ma lui è vicinissimo a me comunque. Può cambiare il modo di comunicare con lui, diretto o indiretto, ma non cambia la sua presenza accanto a me.

Gesù è nostro modello: “Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro”

Come si concilia la misericordia di Gesù con la Giustizia? La giustizia guarda all’atto in sé, condanna l’azione ed esige la riparazione. La misericordia guarda a tutte le attenuanti e si adopera per restituire la dignità all’uomo ferito dal suo stesso peccato, riversa amore, compassione e risana le ferite.

Sr. Marilù AGBP